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lunedì 14 gennaio 2013

LA TATTICA


Parlare di Tattica codificata, nel tennis tavolo,  è impresa estremamente ardua, perché essa dipende da troppe, tante variabili, impostare una tattica di gioco diventa improponibile, io preferisco impostare vari sistemi di gioco in modo da adattare tali sistemi all’occorrenza, sono convinto che più sistemi  di gioco sviluppa un atleta, in uno sport come il nostro, che non dimentichiamo è uno sport aciclico, più facilità avrà nell’eseguire la tattica vincente nei confronti dell’avversario di turno. Una delle prime cose che ho appreso nel fare l’allenatore, è stato il concetto, che diceva che in questo sport  “non bisogna mai perdere l’iniziativa”,  e questa è una profonda verità anche se nel tempo ho compreso che l’iniziativa non sta nell’aggredire continuamente l’avversario, ma nell’imporre il proprio sistema di gioco, i propri tempi; e per far questo abbiamo bisogno di atleti che siano in grado in qualsiasi incontro di cambiare,  adeguare ed imporre,  il sistema di gioco che li porti a  vincere prima di ogni cosa tatticamente l’avversario di turno. Troppo spesso ho visto atleti dalle ottime capacità tecniche non saper trasformare queste loro qualità in armi vincenti, alcune volte la cosa è imputabile alla scarsa tenuta psichica ma spesso, troppo spesso è dovuta all’incapacità tattica di sfruttare al massimo i propri sistemi di gioco applicandoli tatticamente alla situazione di gioco. Alcuni giocatori hanno una capacità innata nel percepire il sistema di gioco da utilizzare con l’avversario di turno ma molti anzi moltissimi non possiedono questa capacità, pur essendo molto abili tecnicamente e con una buona stabilità psichica perdono con atleti dalle capacità inferiori, perché gli altri sono in grado di trarre il massimo del profitto dalle loro medie capacità. Però giocare ottimizzando il risultato è una cosa che l’allenatore può trasmettere, i sistemi di gioco vanno trasmessi sia in modo pratico che teorico in modo che l’atleta in questione sia in grado al momento della gara di applicarli correttamente e in modo adeguato all’avversario del momento, l’osservazione dell’avversario diventa una delle componenti primarie di questo problema, io consiglio di osservare gli avversari quando sono impegnati nei match, anche perché convengo con le parole di un grande del passato che un giorno ebbe a dire: “ non guardo mai i miei avversari mentre si riscaldano in quel momento sembrano tutti dei mostri”   Jacques Secretin. E’ ineccepibile che ogni atleta ed ogni sistema di gioco abbia dei punti deboli e sono quelli che il nostro atleta deve saper sfruttare a proprio vantaggio, ma il discorso vale anche per i nostri atleti ed in quel caso bisogna essere in grado di mascherarli adeguatamente. Nell’impostare una tattica adeguata al momento di gara dobbiamo aver lavorato molto in palestra, dobbiamo lavorare sui cambi di direzione, sui cambi di ritmo, sui cambi nei sistemi di gioco, sui cambi di sensibilità, sui cambi nei servizi, etc…etc… Il compito tattico dell’allenatore che siede in panchina non può essere improntato al momento cosi come quello dell’atleta, bisogna preparare prima tutta una serie di sistemi di gioco che all’occorrenza verranno applicati dall’atleta a seconda dell’avversario di turno, noto spesso allenatori che in panchina si affannano a spiegare soprattutto ai giovani come ha tirato il singolo colpo, se si è piegato più o meno come deve rispondere di block etc… etc… ritengo tutto questo inutile e  fuori luogo , la tecnica la devi insegnare in palestra non puoi insegnarla nella gara, li devi dare delle soluzioni di sistema di gioco, noto inoltre sin troppo spesso allenatori che parlano, parlano, parlano, durante i cambi di set, io penso sia sbagliato all’atleta che in quel momento è in una condizione di alta concentrazione e di sforzo, devi trasmettere poche informazioni ma chiare precise e possibilmente immediatamente applicabili; solitamente negli avversari dei miei atleti per impostare un sistema di gioco tatticamente valido durante una gara tendo a guardare fondamentalmente 3 cose: la posizione base rispetto al tavolo, il tipo di impugnatura ed il ritmo di gara; questo spesso mi ha consentito di avere la giusta immagine tattica dell’avversario,  questo soprattutto nelle gare giovanili se abbiamo ben lavorato nei sistemi di gioco tende a darmi le risposte da trasmettere al mio atleta; certo ci sono sempre altre cose da guardare e da specificare come il tipo di servizio da effettuare e come effettuare la risposta al servizio dell’avversario, ma questo io solitamente tendo ad inserirlo nei vari sistemi di gioco. Durante una partita, ogni set, il gioco si evolve la tattica cambia perchè il nostro avversario, cosi come il nostro atleta tende ad adottare sistemi di gioco che possano annullare il sistema dell'avversario e rendere il suo gioco vincente, ecco perchè l'allenatore deve preparare molteplici sistemi di gioco con il suo atleta in modo da avere sempre delle tattiche attuabili a seconda dell'andamento del gioco, anche perchè la varietà di players che si possono incontrare durante una gara è notevole e questo comporta una notevole capacità da dare al nostro player di saper variare la tattica quindi i sistemi di gioco a seconda dell'avversario e del sistema di gioco adottato da esso. Nel comunicare con l'atleta durante una partita ha notevole importanza il feeling che si instaura tra l'allenatore ed il proprio atleta, con alcuni atleti il feeling è talmente alto che basta uno sguardo affinchè le informazioni tattiche si trasmettano dall'allenatore al proprio player, in altri casi segni convenzionali trasmettono le informazioni all'atleta, ed anche questi vengono allenati e sviluppati in palestra. Non ritengo che il suggerimento tattico sia una restrizione di indipendenza dell'atleta, ma bensì lo sviluppo del rapporto tra atleta e allenatore che devono per forza di cose realizzare una forma di simbiosi tattica per realizzare quello che risulta lo scopo finale di ogni incontro la vittoria. L'allenatore dall'esterno è in una condizione migliore per analizzare e sviluppare un programma di sistemi di gioco da applicare durante la partita, l'atleta invece percepisce gli stimoli sensibili che si evincono dalla partecipazione diretta, la sommatoria di queste informazioni e solo la sommatoria delle sensazioni dell'atleta in gioco e le informazioni visive analizzate freddamente dall'allenatore in panchina riescono a fare in modo di sviluppare la giusta tattica applicabile. 
Analizziamo adesso alcune tattiche che possiamo considerare codificate applicabili ad alcune categorie di atleti, anche se non dimentichiamolo mai, il nostro è uno sport aciclico quindi programmi motori codificati non possono essere definiti certi, ma nel calcolo delle probabilità molto probabili. Le due categorie base del nostro sport vengono definite in: Attaccanti e Difensori, direi che queste due definizioni nel gioco moderno sono abbondantemente superate nei sistemi di gioco, e che tra le due ci sono tutta una serie di giocatori che sviluppano sistemi di gioco che, sicuramente prediliggono uno dei due sistemi base ma che altrettanto sicuramente realizzano sistemi di gioco misti che consentono loro di realizzare sistemi di gioco più adatti e funzionali ai loro scopi agonistici; detto questo e aggiungendo la grande varietà di materiali di gioco usati, ci troviamo in un  mare di possibili atleti ognuno diverso dall'altro e quindi non codificabile in maniera del tutto certa a questa o all'altra categoria. Ma pur ritenendo superate quindi le due definizioni base per dare un'idea di come sviluppare una base tattica e di sistemi di gioco, mi affiderò comunque alle definizioni base, anche perchè studiare sistemi di gioco per la grande diversità di sistemi diventa compito di improbabile realizzazione.
I sistemi di gioco per un attaccante che incontri un'altro attaccante; fondamentalmente hanno due basi:
  1. attendere l'attacco dell'avversario
  2. attaccare l'avversario per primi;          
Nel primo caso solitamente questo sistema di gioco viene utilizzato con notevoli probabilità di riuscita, con atleti che tendono ad aprire il gioco con il dritto, ciò consente di contrattaccare lungo sul rovescio ed effettuare subito dopo un cambio di direzione lungo sul dritto, è chiaro che un sistema di gioco basato su questa tattica, dipende molto dalle capacità del nostro atleta, e dal sistema di gioco del nostro avversario che deve cambiare la sua posizione base per aprire sempre con il dritto; una variazione di questo sistema di gioco è stata portata ai massimi livelli dalla Svezia, servizio esce non esce molto carico di rotazione, esecuzione dell'avversario in condizioni di estrema difficoltà dell'attacco, quindi possibilità di chi esegue il sistema di gioco di contrattaccare con la massima velocità e potenza.
Nel secondo sistema di gioco molto dipende dal servizio e dalla risposta al servizio se serve l'avversario, perchè chiaramente il primo obiettivo di questo sistema deve essere rendere impossibile all'avversario di attaccare per primo, chiaramente tale sistema dipende molto dalla velocità dell'attacco, dalla capacità di imprimere rotazioni, e dalla direzione di gioco, perchè parlo di direzione di gioco perchè in tattiche come questa l'osservazione della posizione base dell'avversario, e la posizione del gomito, ci consente di poter effettuare un attacco chiamato gioco in tasca, cioè nel punto più facilmente aggredibile dell'avversario, inoltre bisogna tenere conto che i cambi di ritmo in tutti i sistemi di gioco hanno una fondamentale importanza, cosi come le variazioni di rotazione.   
I sistemi di gioco per un attaccante che incontra un difensore, in questo caso dobbiamo tener presente che oggi sono sempre di meno i difensori passivi, la difesa viene interpetrata oggi attraverso sistemi di gioco che prevedono la possibilità del difensore di attaccare ove ve ne fosse la possibilità; comunque essendo chiaro che le variazioni di gioco, praticando noi uno sport aciclico possono essere le più varie possibili, noi al momento ci concentreremo su come applicare sistemi di gioco validi contro un atleta in una fase di gioco prettamente difensiva; i punti critici che solitamente infastidiscono un atleta in difesa sono:
  • attacco veloce lungolinea  
  • attacco sul gomito o come prima definito in tasca
   
diventa chiaro che variano a seconda dell'atleta che andiamo ad incontrare, la difficoltà nell'attacco veloce lungolinea si crea perchè il difensore dopo un o spostamento sul dritto o al centro del tavolo, si ritrova preso in contropiede nel momento in cui cerca di tornare alla sua posizione base, mentre l'attacco sul gomito cosi come per l'attaccante chiaramente mette in difficoltà l'atleta in quanto viene messo in condizioni non ottimali per poter meglio sviluppare il proprio sistema di gioco.
Un sistema di gioco che non ho citato contro il difensore è l'alternanza di palle corte e lunghe eseguite sul dritto,  su un difensore puro hanno una loro valenza, in quanto si crea uno squilibrio nel sistema di gioco del difensore in quanto deve continuamente aggiornare la sua posizione nello spazio e nel tempo, ma oggi che come precedentemente accennavamo i difensori puri, sono sempre di più una rarità, bisogna stare molto attenti nell'eseguire tale sistema di gioco, perchè si rischia di dare al difensore l'opportunità di eseguire sistemi di gioco in attacco che chiaramente comporterebbero l'introduzione di nuove soluzioni tattiche da parte del nostrro atleta.
In conclusione per ciò che riguarda i sistemi tattici di gioco ritengo che più sistemi di gioco tattici prepariamo con il nostro atleta più possibilità avrà lo stesso di imporre la propria scelta tattica vincente, chiaramente il gioco sul gomito dell'avversario, i cambi di ritmo, i cambi di direzione, le variazioni spazio temporali, l'osservazione della posizione base dell'avversario sono un patrimonio che l'atleta evoluto deve assolutamente avere nel proprio bagaglio tecnico, quindi è compito di ogni buon allenatore sviluppare tali capacità, senza fermarsi all'esclusivo allenamento della tecnica in quanto tale e del gioco di gambe, non basta essere capaci tecnicamente e fisicamente per essere dei grandi in questo sport ma bisogna che si allenino le condizioni per cui ottimiziamo le notre capacità nell'ottenere il massimo risultato da esse. Chiaramente le condizioni tattiche sin qui espresse sono solo un infinitesima parte dei sistemi di gioco sviluppabili, in quanto dobbiamo sempre tener presente che ci troviamo a confrontarci in uno sport ACICLICO, dove quindi è possibile che le situazioni cambino costantemente.    

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